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A tavola con gli alimenti giusti

Ogni anno a primavera si ripresentano gli stessi acciacchi: stanchezza, apatia, infiammazioni intesti­nali, gonfiori, brufoli e pelle asfittica. La colpa è delle sostanze tossiche accumulate durante la stagione invernale. Abbiamo fatto largo uso di cibi cotti, molto ricchi di calorie, spesso poco digeribili: salse, carni insaccate, dessert, frutta secca e magari anche supe­ralcolici.



Volendo essere più precisi, si può dire, come fanno gli esperti, che abbiamo seguito un'alimentazione acidificante, povera di vitamine, sali minerali e oli­goelementi. Mangiando in questo modo, si predispo­ne l'organismo a produrre sostanze tossiche dovute alla fermentazione e alla putrefazione. Queste tossine, se permangono nella zona in cui vengono prodotte, cioè l'intestino, possono causare colite o gastrite. In altri casi, invece, passando nel sangue, possono dare problemi diversi: mal di testa, orticarie, foruncoli. Ecco perché il primo passo in un programma depurativo, si compie a tavola. Si stabilisce così un vero e proprio elenco di cibi "Sì" e di cibi "No".

I CIBI SI

L'AGLIO

Non solo è un vero toccasana per il fegato, contiene anche sostanze che stimolano la digestione, utili per eliminare i parassiti intestinali e certi funghi, soprat­tutto la candida. L'aglio, inoltre, è un potente ipotensi­vo, serve cioè ad abbassare la pressione del sangue e a ridurre il tasso di colesterolo.

LA CAROTA

Le sue proprietà antiossidanti, vale a dire contro l'azione dei radicali liberi, si devono al betacarotene, alle vitamine del gruppo B e alla vitamina C. È in grado di aumentare le difese immunitarie, di preveni­re i processi di putrefazione, di regolare l'intestino, di riparare l'insufficienza del fegato, di rigenerare i tes­suti e la pelle. Oltretutto, le carote sono diuretiche perché aumentano del 10% il volume delle urine: contribuiscono, quindi, a eliminare l'acido urico.

I CEREALI

Sono ricchi di amidi, proteine, vitamine e sali minerali. Tutti elementi che danno energia senza affaticare la digestione. In una dieta disintossicante sono importanti anche per il contenuto di fibre, utili per regolare le funzioni dell'intestino, per controllare la glicemia (la quantità di zucchero nel sangue) e abbassare il livello di colesterolo. Un sicuro effetto antitossico lo svolgono due aminoacidi contenuti in tutti i cereali: l'arginina e l'acido glutammico. La loro attività è massima quando si trovano insieme nello stesso alimento.

IL MIELE

Non solo ha una forte concentrazione di zuccheri semplici che il nostro apparato digerente assorbe con facilità, contiene anche ”inibine” sostanze antibioti­che naturali che rendono impossibile la vita ai batte­ri. Grazie alla ricchezza di vitamine B, svolge un'azione anticongestionante e antibatterica sull'inte­stino. Sciolto in acqua ha un effetto diuretico e depu­rativo dei reni. Attenzione: il miele, viene digerito solo dall'intestino, diventa quindi nocivo se assunto insieme ad alimenti che vengono digeriti nello sto­maco. Mai aggiungerlo alla frutta o allo yogurt che lo acidificano rendendolo ancora più indigesto.

LE CIPOLLE

Come l'aglio, questo vegetale contiene numerose sostanze che svolgono una benefica azione sul livello del colesterolo e della glicemia. È un antibatterico e un disinfettante naturale, svolge un'azione diuretica che contribuisce a eliminare gli acidi urici. In una cura disintossicante, soprattutto in primavera, i più indicati sono i cipollotti freschi.

LO YOGURT

Contrasta la produzione di ammoniaca nell'intesti­no grazie all'acido lattico che si trova nello yogurt acido senza frutta. Il maggior vantaggio di questo ali­mento è la quantità di microrganismi vivi, i lattobacilli. Più lo yogurt è fresco, più ne contiene.

IL LIEVITO DI BIRRA

È un potente disintossicante perché migliora la flora batterica intestinale aiutando quest'organo a funzionare meglio. Gli esperti in alimentazione lo considerano l'alimento ideale per il fegato. Stimola inoltre le difese dell'organismo. L'insieme di queste azioni rinvigorisce l'organismo e dona lucentezza all'incarnato. Per avere questo effetto deve essere preso per almeno 10 - 15 giorni a ogni cambio di stagione.

I GERMOGLI

Di soia, di lenticchie, di ceci, piselli e fagioli. Quando un seme germoglia, è particolarmente ricco di elementi vitali e rinvigorenti. Il contenuto in vita­mine e sali minerali aumenta fino a 6 volte, contem­poraneamente si sviluppano enzimi favorevoli all'assimilazione dei principi nutritivi.

LA BARBABIETOLA ROSSA

Per l'alto contenuto di vitamina C e flavonoidi, aumenta l'assorbimento di ossigeno da parte delle cellule. Tutti i tessuti dell'organismo infatti respirano e si tratta di un'attività vitale, se rallenta o si blocca la cellula ne soffre e muore. L'intossicazione, soprattut­to da ammoniaca, infligge un duro colpo all'efficienza degli enzimi respiratori delle cellule.

L’AVOCADO

Facilmente digeribile purché venga consumato al giusto grado di maturazione, è un potente antiossi­dante. Contiene infatti una sostanza antiossidante.

I CIBI NO

I GRASSI DI ORIGINE ANIMALE

Il burro, la panna, la pancetta, lo strutto, il lardo sono tutti alimenti che contribuiscono all'indurimen­to delle pareti dei vasi sanguigni rallentando il pro­cesso di ossigenazione dei tessuti.

LE SPEZIE

Queste sostanze irritano l'apparato digerente richiamando un eccesso di sangue per svolgere l'azione digestiva. Il che si traduce in un minor apporto di sangue nel resto dell'organismo: cioè, meno ossigeno e soprattutto maggior ristagno di sostanze di scarto.

LE CARNI GRASSE

Qualunque esse siano (di maiale o di manzo), soprattutto se sono insaccate, conservate in scatola, affumicate sono da evitare. Sono, infatti, troppo impegnative per stomaco e fegato. Non solo. Tra gli insaccati prosciutto cotto, mortadella, salame e wurstel contengono, se non sono freschissimi, tomatine (che sono sostanze tossiche) e grassi aggiunti.

LE UOVA FRITTE

Sono alimenti molto importanti per le vitamine che contengono, ma non bisogna dimenticare che sono anche ricche di colesterolo e che il tuorlo è più dige­ribile se mangiato crudo, mentre il bianco è più dige­ribile quando è cotto. L'ideale, quindi, è consumarli cucinati alla coque o in camicia, gli unici modi che assicurano una buona tollerabilità di entrambi i com­ponenti.

VINO E SUPERALCOLICI

Le bevande alcoliche contengono tannini, che sono sostanze astringenti, dunque frenano l'apertura dei canalicoli della digestione, mentre alcol e gas fosforo­si inibiscono il lavoro degli enzimi della digestione. Una volta entrati in circolo nell'intero organismo, hanno l'effetto di moltiplicare l'azione dei radicali liberi, perché per metabolizzare queste sostanze ven­gono prodotte numerose scorie tossiche. Come se non bastasse, costringono stomaco, fegato e reni a un super lavoro.

GLI ALIMENTI IN SCATOLA

Frutta, verdura, carne, pesce, devono essere consu­mati freschi. Gli alimenti conservati in scatola sono meno ricchi di vitamine ma carichi di additivi e con­servanti.

CIOCCOLATO E DOLCI IN GENERE

Gli zuccheri rendono difficile il corretto assorbi­mento delle proteine, aumentando così la presenza di materiale di scarto nelle cellule. Attenzione soprattut­to alla pasticceria, una miscela indigesta di zucchero, farina, grassi idrogenati; uova e additivi. Tutti veleni per il fegato.

LE SALSE

Maionese, tartara, bernese e tutte le altre sono sempre ricchissime di grassi.

LE BEVANDE GASSATE

Hanno un'influenza negativa sull'apparato digeren­te perché stimolano eccessivamente i succhi gastrici nello stomaco e possono causare acidità. Agiscono anche sull'intestino, aumentando il senso di gonfiore e ritardando lo smaltimento delle scorie. Quelle a base di cola contengono caffeina irritante e acido fosforico che disturba la digestione degli zuccheri.

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